L’inspiegato
Sì, la mia nuova canzone si intitola L’inspiegato ed è di una pesantezza insostenibile e infinita tristezza. Il testo descrive la quotidianità ripetitiva di un impiegato (informatico?) e, nel finale, un suo improbabile tentativo di riscatto.
Rispetto alle altre canzoni goliardiche, questa è piena di compassione per chi vive 8 ore al giorno nella sua postazione, quindi anche per me stesso. Nonostante tutti i difetti che proliferano negli uffici: conformismo, servilismo, carrierismo, ecc. Ma d’altra parte è naturale che degli animali in gabbia abbiano dei difetti e delle deformazioni.
Questa canzone è dedicata a tutti i miei ammiratori segreti che in massa hanno scaricato il Tipografo dal loro ufficio. Buon ascolto e buon lavoro!
Ed ecco il testo:
Avanzo lento nel traffico Devo arrivare in ufficio per usare un pc Uguale a quello di casa mia Ci sarà certo un motivo se faccio così Da dieci anni lo stesso lavoro Le stesse cose che non mi interessano più Le stesse facce, le stesse cravatte La pausa pranzo da l'una alle due Non ho più tempo di stare con te Non ho più tempo di prendere il tè Non ho più tempo di stare da solo Per fermarmi un po' a riflettere La sera faccio qualcosa da cena Oppure aspetto mia moglie che prepara per me Poi la stanchezza si fa sentire Dai cara, non so se mi regge, andiamo a dormire Non ho più voglia di stare con te Non ho più voglia di prendere il tè Non ho più voglia di leggere un libro Nè di ascoltare la musica (Chitarretta da sola tristissima) Voglio comprendere questa realtà Voglio provare a leggere Marx Voglio soltanto tentare di ritrovare Un briciolo di verità, di umanità
Registrato con Ardour e pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
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